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L’innovazione sostenibile

L’eccellenza del made in Italy nel mondo si riconosce in molti settori produttivi che vedono le nostre aziende leader sui mercati internazionali grazie ad un know-how consolidato e all’intuito imprenditoriale di chi sa riconoscere nelle giuste sinergie una possibilità concreta di crescita.

Una realtà che trova nella Intercom un esempio emblematico. L’azienda nasce nel 1989 e progetta, produce e installa facciate continue e serramenti in alluminio. Fortemente presente nel mercato italiano, tedesco, altoatesino, austriaco, americano e russo, Intercom utilizza il sistema Wicona, leader in Europa, per la serramentistica in alluminio. Andrea Bordignon, titolare dell’azienda, racconta la sua esperienza nel settore.

Costruire la trasparenza: questa è la mission di Intercom. Dal 1989 a oggi quali sono stati i principali sviluppi architettonico-ingegneristici del settore?

«Nei primi anniNovanta le facciate in alluminio e vetro erano dominate da vetri specchiati, con caratteristiche di basso isolamento termico e acustico. Negli ultimi anni, con l’evoluzione della tecnologia nel settore vetraio, siamo andati sempre più verso facciate di colore neutro e trasparenti che permettono il contatto con l’esterno. Inoltre, l’esperienza nel mercato tedesco ha portato all’utilizzo di protezioni solari esterne che si vanno ad integrare nell’architettura dell’edificio come elemento decorativo».

 Quali sono le primissime fasi di progettazione di un edificio?

«Il nostro ruolo è quello di suggeritori e interpreti delle esigenze stilistiche dell’architetto. In particolare la nostra abilità è quella di saper trovare il giusto compromesso tra l’idea dell’architetto, le esigenze statiche e la funzionalità della facciata stessa rispettando alcuni parametri per noi fondamentali come l’isolamento termico, acustico e protezione solare, elementi che ci permettono di portare aimassimi livelli il comfort interno».

 Attraverso quali strategie progettuali è possibile spezzare la modularità implicita delle facciate?

«Attualmente si utilizzano sempre più spesso strutture che fanno trasparire il vetro come elemento dominante e sempre meno risulta visibile il reticolo di alluminio necessario a sostenerlo. Lo sviluppo dei profili in alluminio è spinto verso lamassima staticità nel minimo ingombro visibile, “mascherati” inmodo tale che sia il vetro l’artefice della facciata. Vengono inoltre utilizzate le facciate con incollaggio strutturale del vetro cercando di eliminare qualsiasi reticolo esterno. O viceversa si cerca di dare un senso verticale o orizzontale agli edifici marcandoli con lamelle frangisole».

 Luce, colore, design. Come si realizza la versatilità d’impiego della combinazione vetro/ alluminio?

«La luce è l’elemento dominate delle facciate ma per creare il massimo confort deve essere modulata con l’utilizzo di frangisole esterni che garantiscano il controllo solare fermando l’irraggiamento al di fuori della facciata. Spesso nelle facciate viene inserito l’utilizzo di led o diverse tonalità di vetro capaci di creare particolari effetti architettonici e visivi».

Quali sono le dinamiche produttive che consentono di conferire al vetro sicurezza, resistenza e durevolezza?

«I processi di lavorazione del vetro sono tanti e diversificati. Il vetro può essere temperato per aumentare le sue caratteristiche di resistenzameccanica, può essere stratificato per aumentare la sicurezza in caso di urti o di resistenza ad atti vandalici.Molte sono le caratteristiche tecniche che si possono ottenere con i diversi processi: se ben trattato, un vetro può essere ben più resistente di un muro».

 Attraverso quali processi la Intercom sviluppa i principi di ecocompatibilità ambientale e risparmio energetico?

«Partiamo dal concetto che vetro ed alluminio sono interamente riciclabili, gli stessi scarti di alluminio da lavorazione vengono da noi raccolti in funzione di un riciclo. Tutti gli altri elementiannessi e connessi alla produzione delle facciate sono a bassissimo impatto ambientale e comunque Wicona – Hydro Bulding System da sempre spinge la ricerca verso l’utilizzo di materiale ad impatto zero».

Quale valore aggiunto possiede il sistema Wicona?

«Wicona, brand del gruppo Hydro Bulding System, ha da sempre condotto la ricerca tecnologica nel portare le facciate in alluminio ai massimi livelli prestazionali. La forza del gruppo e la sinergia stabilita, hanno dato largo supporto alla Intercomper lo sviluppo di progetti customseguendo le preferenze dei progettisti e le indicazioni del nostro ufficio tecnico».

Grazie a quali requisiti il City Tower di Bolzano ha ottenuto la massima classificazione con CasaClima?

«La richiesta era ottenere la classificazione Casaclima A e allo stesso tempo usare una facciata con incollaggio strutturale, tutto vetro all’esterno. Abbiamo quindi attivato una stretta collaborazione tra il nostro ufficio tecnico e i tecnici Wicona per creare una facciata che corrispondesse a queste richieste»

Il Chelsea Modern di New York, invece, è stato premiato comemiglior realizzazione architettonica nell’anno 2008.

«Il Chelsea Modern è stato il primo lavoro realizzato a Manhattan. Il nostro t e am ha studiato un sistema facile e funzionale che ci ha permesso di portare a New York la prima facciata con alte caratteristiche di isolamento termico. Il binomio di questi due fattori ci ha consentito di vincere questo importante riconoscimento».

 Cosa accomuna l’Italia agli altri paesi europei in questo particolare settore?

«Sempre più i paesi stranieri e l’Italia stessa guardano al rispetto delle risorse e il risparmio energetico, quindi investono con maggiore incidenza in strutture vetro/alluminio che devono avere la loro spettacolarità visiva ma allo stesso tempo sostanza tecnica. In particolare Germania e Austria, da sempre sensibili a queste tematiche, fungono da modello per gli altri paesi che da qualche anno a questa parte hanno cominciato ad allinearsi a questi standard